San Giuseppe, il padre di Gesù

Nonostante nei vangeli la figura di Giuseppe sia molto silenziosa ed esile, così come la sua devozione oggi, il suo nome ancora il più diffuso in Italia, portato anche da santi molto noti come il Cottolengo, il Cafasso, il Moscati, il Calasanzio.

Anche molte congregazioni religiose, maschili e femminili, si rifanno al carpentiere di Nazaret.

Era anche il nome di uno dei “fratelli” di Gesù, un membro della famiglia di Giuseppe (Mt 13,55). Un Giuseppe era presente anche alla morte di Cristo, Giuseppe d’Arimatea, “uomo ricco … discepolo di Gesù”, che mette a disposizione il suo “sepolcro nuovo” per accogliere il Crocifisso (Mt 27,57-60). Un altro Giuseppe è Giuseppe Bar-Sabba, detto “Giusto”, chiamato con  Mattia a sostituire Giuda Iscariota (At 1,23). Un nome diffuso anche nella sua epoca.

Ritorniamo ora a quelle scarne pagine evangeliche, nelle quali Giuseppe fa la sua comparsa.

Il primo ritratto lo offre Matteo nella scena “dell’ annunciazione a Giuseppe”. Maria, sua promessa sposa, si trova ad essere incinta ad opera dello Spirito Santo prima che andassero a vivere insieme, nell’anno di fidanzamento ufficiale.

Giuseppe è subito posto di fronte a una scelta drammatica: essere responsabile della lapidazione di Maria o ripudiarla in segreto. Ecco che la vita silenziosa di quest’uomo “giusto” viene squarciata dalla luce dell’angelo: “Non temere di condurre a casa tua Maria. Il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo”.

Inizia per Giuseppe una vita nuova e una missione grande. Egli che è “figlio di Davide” permetterà a Gesù di nascere nella storia come figlio di Davide. Come padre potrà imporre il nome a Gesù riconoscendolo giuridicamente e il nome, nella Bibbia, è la carta d’identità. Gesù è il “Signore che salva” il suo popolo dai suoi peccati.

Giuseppe, da questo momento, sarà guidato da Dio, nella sua missione di padre, attraverso dei sogni, per mezzo dei quali, vedrà la realtà con gli occhi di Dio e potrà proteggere suo Figlio dai nemici.

Dal modo in cui viene citato molti anni dopo, quando Gesù “iniziò il suo ministero all’età di circa trenta anni ed era ritenuto figlio di Giuseppe” (Lc 3,23), si può pensare che fosse nominato con imbarazzo e forse anche sarcasmo, “da Nazaret può venire qualcosa di buono?” (Gv 1,46).

Se Gesù si presenta come mite e umile di cuore, l’Amore vero, Giuseppe è stato sicuramente un buon padre e una buona guida per lui, umile e amato da Dio.

Era un lavoratore, un falegname. Avrebbe potuto vivere una vita agiata e felice con la sua sposa Maria e avere dei figli. Ma Qualcuno cambiò i suoi desideri.

Ha guidato la sua famiglia, ma facendosi guidare da Dio, docilmente. Non ha fatto della sua vita quello che ha voluto, ma quello che gli è stato chiesto. Ha obbedito hai desideri di Dio, rinunciando alla sua volontà.

Grande fu la sua fede e immenso il suo amore, senza limiti la sua fiducia nel Signore.

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