Per una pedagogia valoriale, meno Influencer più Viaggi…d’istruzione!

Entro in classe, tra i foglietti delle programmate affissi in bacheca scopro che esiste Il Manifesto della comunicazione non ostile e non appena mi seggo uno studente mi chiede cosa ne penso di sexting e grooming…Scuola sempre sotto esame quella dell’Insegnante che non si ferma al suo scibile ma che si lascia interrogare dal conoscibile che in quanto tale è sempre “in divenire” (non per forza in evoluzione). Prendo tempo, chiedo di rinviare alla prima lezione utile successiva le risposte ai suoi quesiti, mi informo ed un mondo virtuale sconvolge il mio parziale reale. Rapidamente riporto come la Treccani ed una fonte di rete definiscano i 2 macrotemi sopra citati:

  1. Sexting: invio di messaggi, immagini o video a sfondo sessuale o sessualmente espliciti tramite dispositivi informatici portatili o fissi.La pornografia è diventata facilmente accessibile a chiunque e dovunque, ma un fenomeno che crea ancora più allarme è rappresentato dal porno fai da te, il sexting. Il sexting è una pratica che segue un suo rituale ben preciso: ci si fotografa o filma col telefonino nudi o in pose provocanti, lo si fa di nascosto dai genitori, si inviano le immagini. Dall’ingl. sexting, a sua volta composto dal s. sex (‘sesso’) e dalla forma verbale texting (‘inviare SMS’);
  2. Grooming: (dall’inglese “groom” – curare, prendersi cura) rappresenta una tecnica di manipolazione psicologica che gli adulti potenziali abusanti, utilizzano per indurre i bambini/e o adolescenti a superare le resistenze emotive e instaurare una relazione intima e/o sessualizzata. Gli adulti interessati sessualmente a bambini/e e adolescenti utilizzano anche gli strumenti (chat, SMS se sta utilizzando il proprio Smartphone o Tablet, social network, ecc) messi a disposizione dalla Rete per entrare in contatto con loro[1].

Cenni rapidi ma sufficienti a comprendere come e quanto la virtualità abbia sostituito la virtuosità e nel dibattito in classe subito riemerge quella nostalgia definita qualche articolo fa che si esplica sul bus di ritorno da un viaggio d’istruzione quando, prossimi all’arrivo in un viaggio a ritroso narrativo da parte dei ragazzi si ripassa da momenti di ordinario stare bene, insieme!


[1] https://www.roccobalzama.it/grooming-o-adescamento-online-cosa-e-e-come-comportarsi/.

27 thoughts on “Per una pedagogia valoriale, meno Influencer più Viaggi…d’istruzione!

  1. In una scuola in continua evoluzione la figura del docente oltrepassa quello che è il ruolo di trasmettitore di saperi e si fa educatore, guida, “persona ” che ascolta, dialoga e mette ordine non solo alle conoscenze ma soprattutto alle esperienze che gli alunni fanno sotto l’influenza dell’ambiente e della realtà che li circonda, specialmente nel caso in cui queste influenze non siano educative.
    La funzione della scuola sembra dunque spostarsi dal piano culturale al piano esistenziale ( scuola come luogo d’incontro tra persone, come “spazio “di comunicazione dove più che l’acquisizione di saperi sembra valere di più la disponibilità alla comunicazione, al dialogo, allo “stare bene insieme ” ).
    È difficile fare scuola oggi, in classi sempre più plurali e diverse, dove gli interrogativi dei ragazzi vanno ben oltre da quella che è la cultura scolastica…..la richiesta di spiegazione sul significato delle parole Sexting e Grooming ne sono un esempio….le realtà virtuali catturano le loro curiosità e tanti rimangono intrappolati nella rete a causa delle loro fragilità e del fatto di non riuscire più a comunicare con le parole stati d’animo, emozioni, sensazioni che forse se condivisi in modo reale sarebbero molto più costruttivi.
    Non bisogna mai stancarsi di trasmettere valori e senso etico….scuola e famiglia dovrebbero viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda spingendo i ragazzi al dialogo, alla condivisione, alla riflessione….a mettere al primo posto il rispetto per la Vita e a non cadere nell’isolamento sociale che porta a forme di comunicazione malate e dal quale è poi difficile uscirne.
    Tutto questo ci porta a riflettere e a considerare che “il prendersi cura” degli allievi è una forma anch’essa di educazione e di protezione…..Cura è anche ascolto, attenzione, empatia, disponibilità, è mettersi a disposizione degli altri “dei ragazzi ” oggi sempre più bisognosi di sentirsi accolti, capiti, ascoltati…..spesso tristi con nuove patologie dell’anima, non più capaci di distinguere o meglio di scindere il reale dal virtuale.
    Alla luce di tutto questo è necessario quindi che la scuola si impegni a divenire sempre più “comunità educativa ” dove la classe si struttura come gruppo cooperativo animato,sostenuto e supportato da una leadership di insegnanti competenti e autorevoli in grado di trascinare i propri allievi verso una scuola Viva che li rende protagonisti e non spettatori della quotidianità.
    Concludo e Concordo per una pedagogia sempre più valoriale…..meno influencer……più Viaggi d’Istruzione…..!

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