La dignità del lavoro

La  nuova guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, rischia di portare via qualcosa anche a noi.

La notizia riguardaGoogle e Huaweie leconseguenzeche le azioni delGoverno Trumpavranno sugli smartphone dell’azienda cinese. Tutto ha inizio con l’inclusione di Huawei, da parte del Governo Trump, nella così detta entity list, in quanto ritenuta azienda pericolosa per la sicurezza nazionale. La minaccia sarebbe costituita dalle infrastrutture di rete 5G di Huawei, ma non solo.

La decisione di Google di sospendere le licenze di Android a Huawei, influenzato dalle direttive del dipartimento del Commercio americano, è il colpo più pesante nella guerra tecnologica in corso tra i due paesi. Decisione che potrebbe coinvolgere milioni di consumatori che decideranno di comprare telefonini Huawei e si troveranno privi di Gmail, Google Maps, YouTube e soprattutto il Play Store.

Non solo Google, ma anche altri partner storici hanno preso le distanze dall’azienda cinese.

In Europa, circa i tre quarti degli utilizzatori di smartphone si affida a un dispositivo basato su Android. Huawei detiene circa il 20% di questo mercato. Pertanto questa decisione può avere gravi ripercussioni sui consumatori e sulle imprese che operano in tutta Europa e quindi privarci di qualcosa che ci sembrava scontato.

 Ma perché i territori dell’etere sono diventati più appetibili di quelli fisici?

L’oggetto del contendere oggi è dato dal possesso dei Big Data causato dall’accelerazione della rivoluzione 4.0, dalle tecnologie convergenti NBIC: tecnologie nano-bio-info e cogno, indirizzate all’intelligenza artificiale, A.I., affamate di Big Data.

Questa accelerazione tecnologica diventa pericolosa nel momento in cui il mercato, con la sua fame di profitto, ne prende possesso fagocitando l’uomo e il suo lavoro come merce, una risorsa umana.

Un’immagine che semplifica la comprensione del problema è pensare alla differenza tra la piramide e la clessidra. Fino all’avvento della globalizzazione e alla terza Rivoluzione industriale, anni 70-80 del secolo scorso, l’organizzazione del lavoro poteva essere rappresentata come una piramide. Chi aveva meno competenze occupava la base della piramide e chi dimostrava di possedere doti e competenze particolari poteva aspirare al vertice.

La ristrutturazione dell’economia, negli ultimi 50 anni, ha modificato la piramide in clessidra. Alla base non è cambiato nulla. Ieri come oggi c’è ancora la richiesta di lavori standardizzati.

La differenza maggiore sta nei livelli intermedi con il restringimento della clessidra, che indica una scarsa occupazione nei lavori poco specializzati e nella parte alta della clessidra che richiede lavori altamente specializzati che sono sempre più in concorrenza con l’avvento dell’intelligenza artificiale.

Ora, l’uomo difficilmente potrà battere l’intelligenza artificiale se il giudizio ultimo è in mano al mercato, ossia al profitto.

Occorre considerare il lavoro un bisogno fondamentale dell’uomo, fondativo della persona umana. Ognuno conosce se stesso e si realizza nel lavoro, cambia e trasforma la realtà in cui vive, civilizza la società.

Cristianamente l’uomo è chiamato a completare l’opera di Dio sospesa nel settimo giorno.

Le nuove tecnologie del digitale e dell’intelligenza artificiale stanno sostituendo il lavoro dell’uomo e questo ne aggrava il senso.

Se il lavoro dell’uomo è un bisogno fondamentale, non posso sostituirlo perché è costituente per lui e determina la sua dignità.

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