Il sì che ha cambiato la storia

Il Padre delle misericordie ha voluto che l’accettazione da parte della predestinata madre precedesse l’incarnazione, perché così, come una donna aveva contribuito a dare la morte, una donna contribuisse a dare la vita.

Ciò vale in modo straordinario della madre di Gesù, la quale ha dato al mondo la vita stessa che tutto rinnova e da Dio è stata arricchita di doni consoni  a tanto ufficio. Nessuna meraviglia quindi se presso i santi Padri invalse l’uso di chiamare la Madre di Dio la Tutta santa e immune da ogni macchia di peccato, quasi plasmata dallo Spirito Santo e resa nuova creatura.

Così la Costituzione Lumen Gentium, al n. 56, parla di Maria nell’annunciazione.

Il sì di Maria diventa il modello della fede, nella pienezza. Non c’è creatura nella storia che abbia avuto più fede.

La storia di Maria ci fa comprendere che la fede nasce sempre da un annuncio, da un angelo, da un messaggero. “L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria”. (Lc 1,26-27)

Ognuno di noi ha avuto la visita di un angelo che lo ha aperto alla fede, genitori o persone vicine.

L’angelo entra nella vita di Maria in un momento ordinario della sua vita, come succede a noi.

E dice una cosa: “Rallegrati piena di grazia: il Signore è con te”. (Lc 1,28)

Noi immaginiamo il Signore distante, invece è sempre vicino e ha cuore la nostra felicità.

Maria è turbata da queste parole, ma continua a ragionare e chiede il senso di ciò che sta accadendo.

Perché la fede è continuare a ragionare per comprendere dove Dio vuole portarci.

L’angelo risponde con parole che ritornano sovente nella Bibbia: “Non temere Maria” ( Lc 1,30), disobbedisci alla paura se vuoi vivere l’opera di Dio.

La paura blocca o spinge a fuggire. Come si può essere più forti della paura?

“Perché hai trovato grazia presso Dio”. ( Lc 1,30)

Non dobbiamo misurare la forza su noi stessi, ma su chi ci ama. La fede è stare in piedi appoggiandosi a qualcuno, a Dio, quando si è in pericolo.

Allora si realizzerà l’opera di Dio: verrà generato il Messia. “Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. ( Lc 1,32-33)

Maria ha compreso: non è opera sua e di Giuseppe e chiede ancora: “Come avverrà questo?”. Lc 1,34)

 “Lo Spirito Santo scenderà su di te … nulla è impossibile a Dio”. (Lc 1,35.37)

Dio vuol fare grandi opere con noi, che ci spiazzano, sconvolgono i nostri piani.

E Maria disse: “Avvenga per me secondo la tua parola”. (Lc 1,38)

In Maria c’è l’inizio di tutto, in un piccolo paese, insignificante, ai confini dell’Impero, proprio come il nostro piccolo cuore.

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