Chi è il Santo?

Dopo questo lungo cammino quaresimale si apre un nuovo viaggio.

Ogni allenamento preclude a una gara e l’allenamento quaresimale ha come traguardo la santità.

Ma chi è il santo? E in che senso possiamo parlare di una nuova figura di santità?

La santità è la piena realizzazione di ciò che noi siamo ma, pur rimanendo legata allo stesso mistero di Dio che ci è rivelato in Cristo, la sua figura sta cambiando.

Occorre capire in che senso e in che modo la nostra realizzazione umana sia da una parte sempre la stessa perché è conformazione a Cristo, ma dall’altra sia una chiamata a pensarla e a realizzarla in modo nuovo.

Quando noi esprimiamo qualcosa di nuovo siamo felici, perché entriamo in quell’atto creativo di Dio, diventiamo creativi e a immagine di Dio Padre e Creatore. Quando Dio creava i cieli, la terra e tutte le cose, “io ero con lui come artefice ed ero la sua delizia ogni giorno: giocavo davanti a lui in ogni istante, giocavo sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo”(Pr 8,30-31).

Quando siamo creativi, siamo veramente noi stessi, figli del Padre e siamo gioiosi, come Dio, che si diverte con la sapienza che gioca davanti a lui, nella creazione.

Siamo giovani non tanto in base all’età biologica, ma in base a ciò che pensiamo, alla forma della nostra mente. Siamo uomini e donne vecchi se apparteniamo al modo di vivere proprio dell’uomo vecchio, chiuso in se stesso e nella propria morte. Siamo uomini e donne nuovi e rinnovati, nella misura in cui il nostro spirito, il nostro pensiero, le nostre emozioni sono rigenerati dallo Spirito di Cristo che è la nuova umanità.

La categoria di novità è una categoria radicalmente cristologica.

Nell’antichità il meglio era sempre ciò che veniva prima, l’età dell’oro era sempre prima. Questo era lo schema tipico delle civiltà tradizionali, anche di quelle greco-latine, che vedevano le età del mondo in un progressivo degrado.

Il cristianesimo capovolge questa logica e dice che il nuovo è migliore del vecchio (Mc 2,22), la nuova alleanza è il compimento dell’antica e la nuova umanità è infinitamente più bella, persino dell’umanità di Adamo prima della caduta.

Spesso però questo è stato dimenticato. I cristiani devono essere portatori di questa giovinezza continua e di questa novità. Se questa non si vede è perché c’è un problema. Se non sentiamo il desiderio di tornare continuamente a questa nuova umanità è perché non la rappresentiamo più. Questo ci fa comprendere cosa significhi creare nuove figure di santità e come possiamo incarnare questa nuova figurazione di santità che sappia testimoniare al mondo, in modo credibile e nuovo, la novità del vangelo. “Se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove” (2Cor 5,17).

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