Beata te che hai creduto

Recentemente ho letto il romanzo di Mariapia Veladiano intitolato “Lei”.

Riporto di seguito alcune suggestioni annotate dal libro, in particolare quelle che mi hanno affascinato per la toccante umanità di Maria, mamma di Gesù. Sono entrato nel racconto in punta di piedi. Mi è sembrato di trovarmi in un giardino pieno di fiori di rara bellezza, profumati e coloratissimi. Mi sono soffermato in meditazione davanti a ciascuna corolla.

Descritta come bambina, signora o regina. Vestita di monili d’oro o di sacco. Maria, tutti l’hanno cercata come l’aria che si respira. Come acqua che dà vita. Come pane che sazia. Ognuno ha cercato il suo abbraccio di cui si ha bisogno nei momenti di difficoltà.

Sarà di tutti ancora e per sempre per il suo titolo di mamma che si prende cura e per il nostro ruolo di figli bisognosi di essere protetti ed aiutati. Sempre presente per chi la cerca. Una piccola sorgente che diventa fiume.

Il male è sempre brutto, deturpa il bello, in special modo quando un figlio muore. Accanto a lei Giuseppe. Ha da subito desiderato, come fa ogni mamma,  che a suo figlio non succeda nulla di male. L’angelo le dice “Il Signore è con te”.

La tenerezza di Dio ci accompagna e ci salva. Quando ospitiamo nel nostro cuore l’altro diventiamo una sola persona. Uno dei due fa un passo avanti, l’altro lo segue. Noi canteremo la gioia del mondo. Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e le orecchie dei sordi. Insieme con lui possiamo muovere i nostri passi. A Dio tutto è possibile.

Gli umili meravigliati si siederanno sui troni. Niente sarà scartato, nessuno respinto. E’ stata felice. Il corpo non sempre sa stare dietro la felicità. Maria modello e prima credente. Quando si è giovani sogno e realtà sono vicini. Felici della felicità degli altri.In tutti vediamo qualcosa di Gesù.

Non è riuscita a difenderlo dal male. L’ha salvato tante volte dal male prima che fosse consegnato agli uomini.

La realtà non è quella che pensiamo o desideriamo, ma la vita c’é. La legge è l’amore, nient’altro che l’amore.

Ha provato a trattenerlo, ma ha dovuto lasciarlo andare.

La presenza di Giuseppe la rassicurava dei giorni che sarebbero venuti. Ci sono cose che non si possono capire. Non vuol dire che siano sbagliate.

Il bambino è stato un regalo. Una meraviglia ha riempito la sua vita.  Il nostro amore lo accompagnerà. L’ha visto diventare maestro in pochi giorni. Ascoltava anche lei parole mai udite prima. Soddisfatta. Esperienza di messia. Esperta nella speranza della Scrittura.

Quando in fondo alla nostra attesa c’é Dio la paura dura poco. Non è il buio l’ultima parola, ma l’amore ritrovato. Ogni vita è Dio che viene.  

Adesso é il tempo che Dio ha bisogno di noi. E’ necessario un profeta che faccia rifiorire la parole di Gesù. Quello che doveva dire l’ha detto.  Ha detto tutto quello che serve. Tocca a noi renderlo autentico con le parole giuste d’oggi. Chi vede Dio nella sua giornata vive bene, alla sua presenza. La paura viene per poca fede. I ciechi cominciano a vedere. Tutto è salvezza, non solo il bello. Noi siamo la sua famiglia. Siamo suoi fratelli. Dio è nostro scudo, non la nostra lancia.

Il maestro venuto da Dio. Ha imparato a diventare figlio. Il figlio di Dio l’ha resa madre.

I dodici si sono accorti che solo lui aveva parole di vita eterna. I farisei non lo capiscono. Si può amare anche senza capire. E’ vissuta sempre in pace. Non sapeva che sarebbe potuto risorgere dopo tre giorni, ma sapeva di sicuro che il suo amore per lui non sarebbe potuto mai finire.

(Fonte Mariapia Veladiano, LEI, Ugo Guanda editore)

One thought on “Beata te che hai creduto

  1. Peccato che le adunanze dei cristiani si facciano troppo sovente in Piazza S. Pietro dove il Bernini, figlio di un tempo pagano malato di trionfalismo, ha disegnato il tutto come un trionfo.

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