Alleanza con gli ammalati

In occasione della giornata mondiale del malato, papa Francesco ci invita a meditare le parole di Gesù: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8).

 E’ bello vedere accanto ad una persona che soffre un’altra che se ne prende cura. Nella nostra storia personale solo l’amore rimane. La Parola del Vangelo“Vi conosceranno che siete miei discepoli se avete amore gli uni per gli altri” ( Gv 13,35) si applica bene anche a coloro che si prendono cura dei malati.

La nostra Comunità Parrocchiale é una Famiglia. E’ anche una Madre che si prende cura di tutti i suoi figli, soprattutto quando sono malati. Ciò ci richiama alla memoria i gesti di dono gratuito come quelli del Buon Samaritano. Vi ricordate la parabola? Rende visibile la tenerezza di Dio con i famosi verbi d’amore: “Gli passò accanto, lo vide, ne ebbe compassione, gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versò olio e vino, si prese cura di lui…”. La cura dei malati ha bisogno di tenerezza, di gesti gratuiti, immediati e semplici, come la carezza, attraverso i quali si fa sentire all’altro che è amato.

 La Presenza amorevole di qualcuno accanto ai sofferenti sfida l’indifferenza di chi si gira dall’altra parte. La presenza affettuosa dà origine al dialogo, a nuovi legami di amicizia e stabilisce una relazione fraterna. Nel donare un po’ del proprio tempo c’è il riflesso dell’amore di Dio. Ogni uomo è bisognoso.

Quando nasciamo per vivere abbiamo bisogno delle cure dei nostri genitori e, così in ogni fase della vita, ciascuno di noi non riuscirà a liberarsi totalmente dal bisogno e dall’aiuto altrui. E’ la condizione umana che caratterizza il nostro essere “creature”. Il riconoscimento di questa verità ci invita a rimanere umili e a praticare con coraggio la solidarietà, virtù indispensabile per guardare con serenità il futuro.

 Cari Fratelli sofferenti voi ci insegnate l’arte di vivere. Ci fate capire che non possiamo chiuderci in noi stessi, ma che siamo per natura legati a tutti gli altri, in vista del bene comune. Ci fate capire che non dobbiamo temere di riconoscerci bisognosi, perché da soli e con le nostre sole forze non riusciamo a vincere ogni limite. La vostra preghiera è per tutti una risorsa.

Ci educate alla Speranza che significa stare con Lui, Gesù Cristo, il Signore della nostra vita. Il suo esempio continua a guidarci nell’aprire orizzonti di gioia, di fiducia e di tenerezza. Siete operai che lavorano a pieno titolo nella vigna del Signore. Nel deserto dell’indifferenza fate nascere e rifiorire un’autentica umanità. Ci precedete e scoprite per primi il senso della vita, E’ la vostra missione in questo periodo di difficoltà. Grazie di cuore per il vostro servizio!

Un grazie va anche ai Volontari che vivono la spiritualità del Buon Samaritano. Sono compagni di viaggio per consolare, per testimoniare la presenza di Dio e la vicinanza della Chiesa. Soccorrono i pazienti, li trasportano e provvedono al servizio a domicilio e al sostegno spirituale. Il volontario è un amico disinteressato, comunica valori, comportamenti, stili di vita e rende umane le cure.

Maria, ai piedi della croce, è una mamma che veglia in silenzio, dignitosa, che rappresenta l’amore sempre presente. Con Lei, Salute e Consolatrice dei malati, non saremo mai soli. Ci aiuti a vivere come fratelli e sorelle, attenti ai bisogni gli uni degli altri per imparare la gioia del servizio gratuito. Una preghiera e un abbraccio a ciascuno di voi che vivete la stagione della malattia.

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

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